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La Naturopatia

Per approfondimenti e corsi contattare per mail la Dott.sa Helena Popa  nonconvdr@uahoo.com

                                          INTRODUZIONE
"Non so quando, ma so che in tanti siamo venuti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della nuova cultura che fiorirà, inattesa, improvvisa, proprio quando il potere si illuderà di avere vinto"
Giordano Bruno (1548-1600)


                                  DEFINIZIONE DI NATUROPATIA
Da molti decenni negli Stati Uniti e in molti paesi d'Europa, e da molti anni anche in Italia, il termine Naturopatia è ormai entrato nel linguaggio comune, e il Naturopata è un professionista, sebbene non ancora legalmente riconosciuto, al quale, nei fatti, milioni di cittadini si rivolgono con piena soddisfazione. Eppure intorno al termine Naturopatia esiste ancora, specialmente in Italia, una certa confusione che nasce dal fatto che essa, a differenza delle altre discipline non convenzionali 1, oltre che una professione, un insieme di strumenti di analisi dello stato di salute o di pratiche e tecniche che intervengono sulla salute dell'uomo, è anche una filosofia e uno stile di vita., più legata all'etica che alla clinica. Ovviamente non basta per definirsi naturopata, in mancanza di un riconoscimento giuridico della professione, il solo fatto di aderire idealmente a taluni principi di base e a una certa visione della realtà politica, economica e sociale, e per aver frequentato corsi, seminari e conferenze sull'argomento. Su questo equivoco giocano alcune scuole di Naturopatia, che, forti di una mancanza di regolamentazione, organizzano corsi e rilasciano persino diplomi ci riferiamo a quelle che la legge regionale piemontese n° 24 del 25 ottobre 2002, primo tentativo di riconoscimento ufficiale delle discipline non convenzionali, elencava come: naturopatia, osteopatia, chiropratica, shiatsu, fitoterapia, medicina tradizionale cinese, medicina ayurvedica, medicina antroposofica, omeopatia e omotossicologia. Le nuove proposte di legge fanno ora riferimento più genericamente alle discipline "bionaturali" senza imporre, e imporsi, un preciso iter formativo, senza prevedere il superamento di esami, un adeguato tirocinio né la discussione di una tesi. Occorre quindi, prima di tutto, definire il termine "naturopatia": come composto dai termini inglesi (e in effetti è a un medico americano, il dottor John Sheel di New York che si deve la sua prima definizione) di "nature" e "path", cioè natura e percorso, il termine naturopatia si presta ad adattarsi a tutte le discipline, le correnti di pensiero, i movimenti su base ideologico-spirituale che facciano in qualche modo riferimento a uno stile di vita più vicino alla natura e ai suoi ritmi, a una visione dell'uomo come naturalis più che technologicus. In realtà la naturopatia non ha niente a che vedere con quelle discipline che propugnano un nostalgico ritorno a un passato più "naturale" dell'uomo: il naturopata è un professionista pienamente inserito nella società in cui opera, che concepisce la salute come processo di ricerca interiore di autoguarigione, prediligendo alimenti, rimedi e stili di vita naturali, ma crede nel progresso scientifico e tecnologico, cercando di conciliare lo stile di vita moderno con quelle che sono le esigenze naturali del nostro sistema psicofisico. Egli si rende conto che il nostro organismo è più lento di quanto vorremmo al adattarsi ai cambiamenti della società di questi ultimi decenni, perché ancora legato fisiologicamente a ritmi più lenti e naturali, nonché non adattato a sostanze, alimentari e ambientali non compatibili col nostro metabolismo. Ma sullo stesso concetto di naturale avremo modo di ritornare tra poco. L'altro modo di intendere il termine è quello che si ricava scomponendolo in "natura" e "pathos", cioè "sentire", e per traslato "curare", attraverso la natura, così come l'osteopatia, per esempio, cura attraverso la manipolazione sull'apparato osteoarticolare, o l'omeopatia cura attraverso la somministrazione del simile. E' ad entrambi questi significati che alcuni autori fanno riferimento, sottolineando maggiormente i presupposti filosofici rispetto ai suoi aspetti tecnici: "La naturopatia è sia uno stile di vita sia un modo di concepire la guarigione in cui vengono impiegati vari mezzi naturali di prevenzione e di trattamento delle malattie dell'uomo." Altri, sottolineando in particolare il principio del vitalismo su cui la naturopatia si fonda ( "La Naturopatia è un tipo di trattamento che riconosce l'esistenza all'interno del corpo di una forza vitale risanatrice"), descrivono praticamente l'attività del naturopata come quella di colui che, sulla base di vitalismo e causalismo, usa stimoli fisici e biologici compatibili con la proprietà "autoriparatrice" del corpo: stimoli ambientali, in cui possiamo comprendere l'attività fisica e i trattamenti manuali (purchè non invasivi), rilassamento, aria, acqua, sole, dieta. Analogamente il naturopata americano Benedict Lust scriveva , in una delle sue ultime pubblicazioni, che" il sistema curativo naturale si basa su un ritorno alla natura mediante un alimentazione equilibrata, la respirazione, l'esercizio fisico, i bagni e l'utilizzo di varie energie per eliminare le sostanze tossiche dall'organismo, aiutando in tal modo il paziente a ottenere uno stato di salute adeguato". Riteniamo che sia invece estranea alla definizione del ruolo del Naturopata quella del semplice studioso di discipline naturali, o quella di chi abbia scelto un tipo di formazione impostata su studi esoterici e con prevalente impronta spirituale, come , per esempio, quella che, da un lato, definisce la naturopatia come una scienza, e dall'altro, descrivendo la sua azione come volta a "salvaguardare e promuovere la salute psicofisica dell'uomo attraverso tecniche e prodotti naturali", specifica di non avvalersi di strumenti essenziali per la valutazione , come l'iridologia, ma piuttosto di tecniche "ascientifiche " per definizione come la spagiria, la cristallo- terapia o l'analisi e il riequilibrio dei chakra. In conclusione, però, riteniamo che la definizione più completa del ruolo e della funzione del naturopata sia quella già formulata dal Dr. Lanza per la voce "Naturopatia" del Dizionario enciclopedico Utet: "La Naturopatia è la sintesi di molteplici metodi naturali per il mantenimento e la tutela della salute dell'essere vivente in relazione alle caratteristiche costituzionali e alle influenze ambientali, conformemente alle leggi biologiche che ne regolano l'esistenza" 30-04-06. In realtà la naturopatia non esiste, almeno per come in Italia si cerca di darla a intendere: negli Stati uniti è una disciplina medica, come l'osteopatia, che prevede studi di livello universitario e consiste, Murray, Pizzorno: Enciclopedia della medicina naturale, p.5 Manifesto della British Naturopathic and Osteopathic Association citato da Roger Newman Turner in "Medicina Naturopatica", Hermes ed. Roger Newman Turner, op. cit. p.5 Prospetto delle attività didattiche della Comunità di Etica Vivente di Poggio del Fuoco, programma 2004-2005. fondamentalmente, nella cura delle malattie attraverso rimedi il più possibile naturali, con un occhio di riguardo alla prevenzione. In Germania, l'unico altro paese in cui ha un peso, l'Heilpraktiker non è un naturopata , ma una specie di medico di famiglia. Il fatto che non esista è testimoniato indirettamente dal fatto che la classe medica ha cercato, con successo, di appropriarsi in questi ultimi anni di tutte le tecniche e le discipline non ancora ufficialmente mediche, ma che avessero una parvenza clinica. La giurisprudenza, per esempio, attribuisce solo ai medici il diritto di applicare l'agopuntura e di prescrivere farmaci omeopatici (guardandosi bene, come è ovvio, dal formulare giudizi sulla sua sussistenza scientifica, contrariamente a quanto affermano i loro sostenitori). Ma sistematicamente, i medici hanno creato associazioni riservate alla loro categoria, in quasi tutte le discipline bionaturali: la fitoterapia, la floriterapia, l'osteopatia e la chiropratica, esiste persino la associazione me3edici che si occupano di idrocolonterapia, tanto per tagliare fuori dal business, anche se limitatissimo , infermiere e altri terapeuti non medici che la praticavano. Per la naturopatia, no. Come per l'iridologia, nessun medico ha ancora pensato di fondare una associazione di medici naturopati, forse per il fatto che la naturopatia nasce almeno in Italia come possibile business alternativo e di nicchia , in alternativa alla medicina generale. Ancora fino a alla fine degli anni novanta, il sedicente fondatore della Naturopatia in Italia pubblicizzava la sua scuola specificando che i ternini naturopatia e naturopata erano coperti da copyright e diffidando chiunque dall'utilizzarli. Se pensate che si tratta dello stesso personaggio che definisce la naturopatia come uno strumento utile per alleviare il dolore dell'esistenza umana, il fatto che si cerchi innanzitutto di diffonderla affidandosi in primo luogo a una tutela legale di tipo commerciale, la dice lunga sulla mancanze di un vero spirito di ricerca e UMANITARIO NELLA DIFFUSIONE DELLA DISCIPLINA. Questa breve disamina dei possibili significati del termine naturopatia è indicativa e sintomatica della difficoltà di rinchiudere in un ambito istituzionalmente ristretto una disciplina che è al tempo stesso scienza, arte, modello terapeutico e sistema alternativo o complementare di cura. Questa complessa multidisciplinarietà, , la sua ecletticità, il suo sfuggire a precise definizioni, è parte essenziale della sua natura dinamica e aperta a nuovi contributi , necessariamente refrattaria a classificazioni e incasellamenti così cari invece alla scienza medica. Prima di passare all'analisi dei contenuti di questa disciplina, riteniamo indispensabile un chiarimento preliminare anche sulla terminologia che utilizzeremo nel corso del presente lavoro, convinti come siamo che forma e struttura siano intimamente connesse e che senza l'adozione di forme, definizioni e termini inequivocabili non sia possibile inoltrarsi nel campo minato della salute. Ciò principalmente per il fatto che il reato di abuso dell'esercizio della professione medica può configurarsi anche per il solo fatto di adottare determinati termini, non necessariamente tecnici o specialistici, di cui la Medicina si è in qualche modo appropriata. E' a tutti noto che la Costituzione Italiana garantisce a tutti i cittadini libertà di espressione, che può manifestarsi, tecnicamente , solo con l'uso di parole e termini propri della nostra lingua e reperibili su un qualunque dizionario. Il problema è che, in mancanza di qualunque disposizione legislativa che garantisca la fondamentale libertà di scelta terapeutica, e poiché in materia di salute, le uniche professioni regolamentate sono quelle mediche o paramediche (cioè dipendenti da istruzioni del medico), diventa pericoloso utilizzare certi termini da parte di chi operi nel campo della salute senza essere un medico. Quali sono questi termini? Vediamoli uno per uno.
• Terapia
• Prescrizione
• Cura
• Diagnosi.
• Farmaco
• paziente
Farmaco: ci si riferisce a sostanze naturali o più spesso di sintesi che, per il fatto di essere formulati allo scopo di agire contro una determinata patologia, possono essere prescritti per legge solo dal medico. Infatti, essi non fanno parte del bagaglio di strumenti di nessun altra disciplina non medica, non perché la legge lo vieti, ma perché la loro azione si fonda sul principio allopatico del "combattere il male con il male", che è assolutamente estraneo alla cultura naturopatica e omeopatica. Paziente: il termine fa riferimento alla persona che si sottopone a cure mediche, la quale infatti cessa di essere un qualunque essere umano, per diventare "paziente". Sappiamo che quest'ultimo termine sembra piacere sempre meno anche alla classe medica, ma in ogni caso il naturopata preferisce utilizzare quello più generico e di vago sapore commerciale di "cliente". In realtà, l'adozione di questo secondo termine ha anche un grande e profondo significato, perché con esso si cessa di considerare la persona che si sottopone a una cura come un semplice soggetto passivo, privo di possibilità di interagire e di contribuire a costruire la propria guarigione. Spogliato dell'etichetta di paziente, il cittadino che decide di sottoporsi a cure assume finalmente un ruolo attivo e consapevole e il Terapista cessa di rivestire il ruolo ipocrita di colui che guarisce animato da puro spirito altruistico senza maneggiare vile denaro, per assumere il suo ruolo di professionista che offre un servizio qualificato contro corrispettivo. Terapia è parola di etimologia greca, in uso in campo medico per indicare l'insieme degli strumenti di cura delle malattie utilizzati dal medico. In realtà, il termine terapia significa letteralmente "offrire i propri servizi a un altro" e non necessariamente occuparsi di malattie. Da questo punto di vista chiunque metta a disposizione le proprie competenze professionali offrendo un servizio dietro corrispettivo, sta svolgendo una attività terapeutica. Col tempo, l'uso è passato ad indicare la sola attività rivolta alla cura delle malattie, ma la consuetudine non esclude il fatto che di terapia si possa e si debba parlare anche con riferimento al lavoro di tutti coloro che non operano per combattere la malattia , e quindi non si occupano di patologie e relativi rimedi, ma che comunque mirino alla prevenzione , al mantenimento e alla cura della salute altrui. Non è quindi termine riservato in via esclusiva al medico, tanto è vero che, pur dopo decenni di battaglie, anche giudiziarie, il termine terapia può essere utilizzato con riferimento alle cure di tipo psicologico, la psicoterapia, appunto, anche se svolte da personale non medico e non aventi la finalità di combattere una malattia. Mentre auspichiamo che una regolamentazione del settore delle discipline bionaturali permetta ufficialmente l'uso di questo termine anche per legge da parte di altri operatori non medici, cercheremo di utilizzare una terminologia che ci appartiene senza rischi di errate interpretazioni o confusioni: preferiamo quindi utilizzare il termine di cura o "prendersi cura" (take care), con riferimento alla persona nella sua globalità e non certo alla malattia. Cura: non necessariamente essa fa riferimento a uno o più strumenti messi in campo per combattere una malattia, tanto è vero che, nel linguaggio comune, si parla di "prendersi cura" di qualcuno. E' esattamente ciò che fa il Naturopata, il quale si prende cura di una persona e della sua situazione di salute generale, anziché curare nel senso di mettere in atto strumenti per combattere una patologia diagnosi: letteralmente il suo significato è quello di guardare attraverso, al di là, e si riferisce alla valutazione approfondita e non limitata alla superficie delle cose. In questo senso una diagnosi la facciamo tutti noi quando vogliamo andare a fondo di un problema, la fa elettronicamente l'autoriparatore o l'elettrauto, oppure il programmatore che deve riparare un guasto a una apparecchiatura elettronica. Applicato all'uomo il termine diagnosi è diventato esclusivo della classe medica, e si riferisce , in pratica e in estrema sintesi, all'analisi delle condizioni del malato allo scopo di dare un nome alla patologia da cui risulta affetto. Non vediamo perché questo antichissimo termine non possa essere applicato anche all'analisi delle condizioni di salute di una persona non certo per individuare una malattia, ma per valutarne le condizioni generali di vitalità, di salute e di benessere, come è compito del Naturopata, ma, a scanso di equivoci, possiamo agevolmente ripiegare sul termine di analisi o di valutazione, che useremo quindi nel prosieguo del presente lavoro. Prescrizione: qui si fa riferimento all'indicazione terapeutica di rimedi che, se farmaci, saranno di competenza del medico, se altri rimedi, utilizzati senza finalità di lotta alla malattia, apparterranno ad altre figure professionali, anche se non riconosciute. La prassi di questi ultimi anni è consistita nell'utilizzare il termine di "suggerimento", ma su questa poco dignitosa abitudine avremo modo di accennare ancora nei capitoli successivi. Per ora, pensiamo che basti l'avvertenza che anche in questo caso, ci sentiamo in obbligo di rifiutare giri di parole umilianti e parleremo indifferentemente di indicazioni o prescrizione di rimedi naturali


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