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Visione olistica nella medicina?

Medicina, intesa in modo olistico, partendo da questo principio dovrebbe cercare con tutti i mezzi di rafforzare l'energia vitale, per portare il corpo in uno stato di equilibrio conosciuto come "normalità" .
Un approccio olistico impone di considerare ogni paziente allo stesso tempo come unità e nel suo „TUTTO".
Un medico specializzato in olistico noto a riconoscere sia singola cellula che l'universo, può fare correlazioni tra effetto „immediato" e generatori di effeto, spesso situati in parte del tutto diverso; i suoi rimedi terapeutici non devono essere orientati verso contrastare l'effetto, ma per trovare e guarire la vera causa di malattia, in modo da ripristinare la salute del corpo intero.
Secondo la medicina olistica, il paziente deve essere inteso e trattato in base a una combinazione di fattori: fisici, emotivi, sociali, spirituali ed economici. Pertanto, quando si vuole curare una malattia, si devono prendere in considerazione tutti gli aspetti della vita del paziente, compresa le emozioni: la rabbia, lo stress o tristezza sono sentimenti che consumano energia vitale, abassano il numero di globuli bianchi, influenzando negativamente l'immunità.
Cosa si sta succedendo in realtà? Ritorniamoci al presente ed all'applicazione del principio olistico in prattica medicale! Voglio dire, ritorniamoci direttamente sul campo di battaglia! Scorrerà molto sangue!
Utilizzando la scienza analitica e controllata dalla fisica di Newton, contraddetta da molto tempo fa dell cosmo universale e microcosmo sub-molecolare, la medicina classica considera l'essere umano come una macchina, composta da aparati e organi nei quali in primo luogo sono i processi chimici e meccanici, mentre la componente bio-energetica è ignorata o poco conosciuta. (se questa non si può spiegare o misurare con mezzi scientifici a portata di mano, significa che non esiste).
Il medico agisce come un meccanico: focalizzandosi sugli aparati e organi, ripara i pezzi difettosi o sostituisce le parti rotte.
La salute è intesa come assenza di malattia, dolore, sintomi di malattie o deficit.
La malattia è definita come un difetto di tessuto o organo, un processo distruttivo, con una causa specifica e sintomi caratteristici o come un processo patologico che colpisce il corpo.
Il sintomo, visto come un modo di mostrare la malattia, è considerato un fenomeno sgradevole che deve essere rimosso.
Si considera che le malattie hanno sempre una causa esterna, una forza o un agente patogeno. In generale, si tende a identificare delle cause distinte come unica causa per ogni tipo di malattia.
L'opinione del paziente in relazioni alla sua condizione, sono di regola messe in dubbio. La componente emotiva e spirituale della persona sono spesso considerati come irrilevanti. Mente e corpo sono considerate separate e non sono necessariamente in conessione.
La diagnosi, basata principalmente su test di laboratorio è centrato sulla malattia, considerata come un'entità separata dal paziente.
Il paziente non è visto come personalità identificabile ma di regola è riconosciuto come "malato", "malato di questa malattia ..." o, peggio ancora, è identificato dal nome della malattia, („canceroso", „tubercoloso", „diabetico", „artritico", „reumatico"), dall'organo colpito („cirrotico", „cardiaco") o dalle previsioni sull'evoluzione della malattia („malato terminale").
La terapia è sintomatica, usando i farmaci o interventi chirurgici per eliminare i sintomi.
La guarigione è considerata raggiunta quando scompaiono i sintomi.
La prevenzione non è considerata come priorità assoluta e la consulenza sul modo di prevenzione della malattia è di conseguenza scoraggiato dal piano assicurativo .
La principale qualità di queste pratiche terapeute è la loro efficacia in caso d'emergenza. Manipolare difetti strutturali, come lo sono traumi, incidenti o malattie varie con evoluzione super acute che mettono la vita in un immediato pericolo rappresentano una qualità incontestabile della medicina convenzionale e anche un riconoscimento del suo progresso compiuto dalla ricerca scientifica nel campo delle bioscienze.
Il difetto principale sta nel non-conoscere e nel non riconoscere la fisiologia della bioenergia, questo è il motivo per cui non riesce a rilevare, misurare o modificare gli effetti bioenergetici nei primi stadi della malattia.Questa limitazione, aggiunta alla cura degli organi "distacati" dal organismo, e l'abuso di farmaci di sintesi continuano inevitabilmente e regolarmente a danneggiare gli esseri umani.
La medicina orientale, detta anche „scienza originale", dimostra una comprensione antica delle leggi della fisica quantistica e della teoria della relatività; essa si basa su osservazione ed „esperienza acquisita". Veramente sarà cosi?
Personalmente, dubito del fatto che alle origini, la società umana, asiatica o europea, la cui unica preoccupazione era di assicurarsi il cibo per garantire la propria sopravvivenza, abbia avuto il tempo, la motivazione e la determinazione di studiare e sperimentare la teoria della relatività e gli effetti di campo, costruire piramidi basandosi su complicati calcoli matematici e astronomici, o di trarre conclusioni riguardo le diverse proprietà delle onde acustiche ed elettromagnetiche.
Ho il coraggio di esprimere la mia opinione nel dire che queste informazioni possono essere acquisite solo in base ad osservazioni... sull'esperienza di altri! A me sembra piùtosto una conoscenza acquisita attraverso il contatto diretto con l' esperienza di altre civiltà più avanzate, esse sono state attinte dai nostri antenati in modo incompleto, causa la loro difficile interpretazione.
Nella medicina orientale, basata sull'osservazione e l'uso di bioenergia o Qi (chi, prana, forza vitale), la salute è vista come un sano equilibrio e adattamento del corpo rispetto all' ambiente.
La Bioenergia deve avere un ritmo equilibrato; il suo flusso dovrebbe essere libero e rigenerarsi continuamente in quantità sufficienti.
Tutta la medicina è psicosomatica, l'uomo è visto come un ecosistema in cui mente e corpo sono costantemente collegati in un tutto armonioso ed equilibrato, mentre il medico o l'infermiere hanno un ruolo di assistente per aiutare i pazienti a raggiungere o rimanere in buona salute.
Per la medicina orientale la malattia è una mancanza di armonia dovuta alla perdita di adattabilità rispetto a fattori ambientali, difetti di funzionamento o di energia che portano ad alterazioni organiche e funzionali dell'equilibrio normale dell'organismo. Lo stato di malattia è il risultato di molteplici aggressioni sull'organismo.
Il sintomo viene considerato come una manifestazione del corpo che cerca di guarire se stesso. Per questo i sintomi sono tradotti come messaggi di allarme, segno che qualcosa deve essere riequilibrato.
La medicina orientale considera come causa di malattie qualsiasi azione, forza o stato di pressione che interferisca con lo stato di equilibrio dell'organismo e impedisca la libera circolazione di bioenergia.
Tale medicina presta meno attenzione alla costituzione dell'organismo, alla sua morfologia e fisiologia, tanto quanto allo stato spirituale ed emozionale dell'uomo, al suo stile di vita, a traumi subiti e stress ambientale.
La comprensione e la diagnosi della malattia derivano dall'osservazione del rapporto tra i segni e i sintomi del paziente e dallo squilibrio energetico che si identifica come deficienza energetica del organo "A" che di conseguenza porta a una iperattività del organo "B" o viceversa.
I test utilizzati per stabilire una diagnosi sono ... osservazioni fatte sul paziente (polso, lingua, colore degli occhi, stato del corpo, la mimica, i gesti) apprezzate unicamente in base all'esperienza del terapeuta.
Prevenire le malattie è la componente fondamentale di questo tipo di medicina e coloro che praticano queste tecniche alternative sono ben pagati per far si che i pazienti continuino a mantenere una stato di salute buono.
Le variazioni di energia sono funzioni chiave che avvengono tramite una forte connotazione mentale e spirituale e dipendono inoltre dallo stile di vita condotto. Di conseguenza prevenire le malattie è in gran parte responsabilità del paziente.
La componente curativa consiste generalmente in varie tecniche di prevenzione sulle malattie attraverso il bilanciamento dello squilibrio energetico e nella rieducazione del paziente riguardo lo stile di vita condotto.
Se si analizzano le differenze tra i due importanti sistemi di approccio alla medicina scopriremo che l'unica differenza è in campo ... fisica!
La medicina occidentale è essenzialmente un' applicazione della fisica meccanica (l'uomo è una macchina che funziona secondo le leggi della meccanica, il suo funzionamento dipende dalla fornitura di combustibile convenzionale) mentre la medicina orientale è un'applicazione della fisica quantistica (l'uomo è una macchina sofisticata, determinata da molteplici interconnessioni tra componenti e tra questi e l'ambiente, in grado di estrarre e convertire l'energia secondo i suoi bisogni).

Ecco! La visione di „uomo-locomotiva a vapore" contro la visione di „uomo-nave intergalattico". Tutto qui!

Per tutto il resto, niente di nuovo, soprattutto nulla di olistico nel campo pratico di entrambi i sistemi: in modo molto umano e funzione di varie cause obbiettive o soggettive, entrambi i sistemi si sono divisi in numerosi rami e ramoscelli, chiamate „specialità". Sia che si parli di rami principali( come la chirurgia, oncologia, pediatria, psicoterapia, neurologia, ecc o fitoterapia, riflessologia, energoterapia, agopuntura, digitopressione) o ramoscelli (come puericultura, medicina sportiva, medicina scolastica, allergologie, balneoclimatologie o numerologia, cristalloterapia, fiori di bach, aromaterapia, musicoterapia , cromoterapia, ecc), in ogni caso viene applicata una terapia parziale e frazionata.
E allora, dove è l'olismo?
A mio parere esso è rimasto come enunciazione enfatica utilizzata da alcuni rappresentanti della medicina alternativa. Ugualle i confratelli allopati! Tutti cercano di forzare i termini per impossessarsi in modo ingiusto ed esagerato la nozione di terapia olistica.
L'applicazione dei due sistemi riflettono essenzialmente gli stessi interessi di gruppo. Personalmente, non vedo alcuna differenza tra terapia allopatica che vada di pari passo con le case farmaceutiche, applicata alla cavia chiamato "paziente" e terapia alternativa ridotta ad un' unica manodopera applicata al "cliente".
Coinvolte nella lotta per imporre interessi di gruppo, entrambi i sistemi hanno dimenticato un dettaglio essenziale: il piccolo pezzo di universo chiamato ESSERE UMANO!

Allora chi cura l'uomo?

 Dr. Helene P.


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