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Gemmoterapia, definizione, storico, evoluzione

La Gemmoterapia come branca della fitoterapia, è un metodo specifico di trattamento, che utilizza nella cura i principi attivi dei tessuti meristematici.

Germogli Di Pino

Germoglio In Sezione

Il nome, derivato dal latino gemme = germoglio, è piuttosto limitato, se si prende in considerazione che la terapia non usa solo le gemme ma anche altre parti giovani di piante: amenti, ramoscelli, cortecce di radici o giovani rami, linfa o semi. Anche se contestato, il termine gemmoterapia è stato accettato sebbene il nome più accurato sarebbe meristemoterapia perché da un lato, coprirebbe l'intera gamma di tessuti vegetali utilizzati nella cura, mentre dall'altro, si potrebbe eliminare la frequente confusione tra gemmoterapia e cristalloterapia (cristallo - gemma).
Anche se si ritiene che la gemmoterapia è nata dopo l'anno 1950 in Belgio, in realtà, i rimedi a basi di gemme, linfa, corteccia, semi e giovani germogli sono stati conosciuti ed utilizzati fin dai tempi antichi, per non parlare del fatto che gli animali erbivori mangiano sempre con piacere queste parti delle piante, istintivamente facendo una naturale cura di disintossicazione, tipo una sorta di automedicazione.
Il medico e filosofo Galeno (129-200/216 dC), noto anche come padre della farmacia, preparò un balsamo curativo a basi di gemme di pioppo (Acopon), che è stato poi ripreso dalla prima farmacopea.

Un altro famoso medico e alchimista, Paracelso (1493-l541), ha intuito la differenza dell' azione terapeutica delle piante a seconda il loro ciclo di sviluppo
come germoglio, ramo, fiore, foglia o frutta. Egli ritiene che l'estratto totale (quintessenza della pianta) è più attivo e meno tossico nell' uso. Questa nozione di " quintessenza della pianta " può essere assimilata al termine fitocomplesso, usato ai nostri giorni.
Il grande esploratore Alexander von Humboldt (1769-1859) condusse una ricerca interdisciplinare, cercando di capire l'interazione tra suolo, vegetazione, fauna e clima e di spiegare l'importanza di questi relazioni nei confronti della salute umana. Egli disse: "la visione più pericolosa sul mondo è quella delle persone che mai hanno guardato il mondo".

 

Alberi Su Fondo Rosso

 

Lampo A Forma Di Albero

 

Radice Stilizzata

 

Rappresentazione Radice

Il medico belga Pol Henry, considerato padre della gemmoterapia moderna, ha lanciato l'ipotesi che i meristemi contengono l'energia informazionale che porta alla formazione della nuova pianta. "Che si tratti di un grande albero o di un piccolo bucaneve, i loro germogli e ramoscelli sanno come fare a diventare una pianta matura, che a sua volta sarà in grado di rigenerarsi. I tessuti embrionali contengono ogni anno tutti i principi attivi ed energia necessari per un nuovo ciclo di vita".

Pol Henry ha chiamato questo metodo di trattamento con diversi termini: gemmoterapia, blastoterapia e fitoembrioterapia.
I primi lavori di Pol Henry nel campo della gemmoterapia furono pubblicati nel 1959 negli "Annali omeopatici della Normandia".
Il dott. Pol Henry consigliava l'utilizzo della gemmoterapia basato sui test di laboratorio, individuando i tipi di alterazioni delle proteine ​​del sangue, per analogia con l'ecosistema in cui le piante crescono e lo studio su come le piante influenzano il percorso dell'elettroforesi delle proteine. Ha sviluppato e testato il metodo gemmoterapico chiamato analogico-biologico. Questo modello è stato ulterioramente utilizzato nella pratica dei medici Martin, Paquelet e Reymond che hanno continuato la ricerca di Pol Henry.
Alla base di gemmoterapia di questo periodo vi eranno quattro postulati:
1. Poiché la vita è espressione della dinamica cellulare, per curare è necessario utilizzare cellule in fase di potenziale divisione che possano agire e stimolare altri tessuti cellulari.
2. Poiché la vita animale dipende completamente da quella vegetale, ciò che alimenta l'essenza della vita animale può rigenerarla nelle sue alterazioni morfo-patologiche.
3. L'albero è l'identità vegetale più potente dove l'energia vitale si esprime ogni anno con un grande rinnovamento cellulare. Tutti i suoi tessuti allo stato nascente o in via di divisione (meristemi), sono i più indicati per disintossicare, rigenerare e curare le cellule umane. Le gemme, i giovani getti, gli amenti femminili fecondati, gli xilemi, i floemi, le giovani radici, la scorza interna delle radici e la corteccia dei giovani rami, sono i più adatti a tale scopo.
4. Tra le piante utilizzate, le Betulle (Betula pubescens e verrucosa) e la Quercia (Quercus peduncolata), sono quelle che possiedono le più spiccate capacità di adattamento, di acclimatazione, di resistenza, di diffusione e di rigenerazione. I tessuti embrionali di queste piante formano la prima base della terapeutica e del drenaggio gemmoterapico.
Questi postulati sono stati considerati in seguito alle succedenti basi:
Lo studio dell'evoluzione delle caratteristiche vegetali della foresta consente di assegnarle ad alcune caratteristiche animale sinonimi come evoluzione biologica. Questo spiega il modo in cui le piante, attraverso i loro principi attivi contenuti e alle loro caratteristiche vibrazionali, riequilibrano i funzioni disturbati del corpo. Nel germe e nei tessuti embrionali delle piante, si ritrovano (a prescindere dall'età di pianta) delle cellule che permettono il mantimento delle reazioni anabolizzanti nelle cellule vegetali primitivi, in grado di indurre lo sviluppo di tutti gli attributi possibili della pianta, proprietà che non si ritrova più nella pianta adulta.
Per costruire questa terapia, il dottor Pol Henry ha condotto studi sulla distribuzione geografica e biologica delle specie vegetali nel tutto il mondo: dal Polo Nord, alle foreste decidue dell'Europa mediterranea. Per una migliore comprensione e semplificazione dei risultati della sua ricerca, il dottor Pol Henry introdusse il concetto di studio biologico sperimentale, il che significa tutti i cambiamenti dei parametri biologici o paraclinici risultati nel corpo, come consequenze dell'azione del tessuto meristematico, misurata attraverso alcuni esamini di laboratoio come elettroforesi, proteinogramma, test di flocculazione, studi citologici, ecc.
Alla base dei metodo gemmoterapico vi erano quattro postulati:
1. Poiché la vita è espressione della dinamica cellulare, per curare è necessario utilizzare cellule in fase di potenziale divisione che possano agire e stimolare altri tessuti cellulari.
2. Poiché la vita animale dipende completamente da quella vegetale, ciò che alimenta l'essenza della vita animale può rigenerarla nelle sue alterazioni morfo-patologiche.
3. L'albero è l'identità vegetale più potente dove l'energia vitale si esprime ogni anno con un grande rinnovamento cellulare. Tutti i suoi tessuti allo stato nascente o in via di divisione (meristemi), sono i più indicati per disintossicare, rigenerare e curare le cellule umane. Le gemme, i giovani getti, gli amenti femminili fecondati, gli xilemi, i floemi, le giovani radici, la scorza interna delle radici e la corteccia dei giovani rami, sono i più adatti a tale scopo.
4. Tra le piante utilizzate, le Betulle (Betula pubescens e verrucosa) e la Quercia (Quercus peduncolata), sono quelle che possiedono le più spiccate capacità di adattamento, di acclimatazione, di resistenza, di diffusione e di rigenerazione. I tessuti embrionali di queste piante formano la prima base della terapeutica e del drenaggio gemmoterapico.
La gemmoterapia ha notevolmente ampliato i suoi orizzonti dopo gli studi intrapresi da Netien e Combet sulla composizione del tessuto meristematico: essi hanno evidenziato i fattori di crescita, enzimi, ormoni vegetali, vitamine, aminoacidi e acidi nucleici (DNA / RNA).
Un approccio terapeutico più ampio fu quello clinico, sulla base di patologia e osservazione clinica. Il particolare tropismo per alcuni organi manifestato di ciascun gemmoterapico, è stato evidenziato e usato in terapia. Il modello clinico è stato testato di medici francesi Max Tetau, Andre Julian, Claude Bergeret e Henri Lernout. Questo approccio è attualmente consueto in gemmoterapia.
Fernando Pitera, medico chirurgo, dottore in Scienze Biologiche e docente in Omeopatia, Fitoterapia e Bioterapia presso l'Università degli studi di Milano è un eminente rappresentante della terapia con cellule staminali vegetali. Egli ha scritto un libro dal titolo "Compendio di gemmoterapia clinica. Meristemoterapia ", che elenca decine di piante utilizzate nel trattamento gemmoterapico. Grazie alla iniziativa della società Plantextrakt (società rumeno-italiana specializzata nella produzione di gemoterapici), questo lavoro è stato tradotto in rumeno dal Dr. Sorina Soescu, medico con competenza in omeopatia, fitoterapia e gemmoterapia.
Il Dr. Pitera continua a studiare il tessuto meristematico delle piante che non sono state ancora utilizzate in questo settore, e continua la sperimentazione preclinica e clinica per un' ampia gamma di prodotti gemoterapici. E' stato sempre il dr. Pitera a proporre il nome di meristemoterapia a questo metodo di cura.
Siccome la maggior parte dei medici che hanno sviluppato il metodo gemmoterapico erano omeopati, da parte loro si è rivelato un approccio omeopatico alla gemmoterapia: tra le correnti più comuni in omeopatia incontriamo quello di scarico o drenaggio (disintossicazione), necessaria prima di somministrare un rimedio omeopatico individualizzato.
Dopo uno studio di centinaia di piante legnose, il medico francese Max Tetau, ha sintetizzato 55 preparati di gemme, germogli, cortecce e linfa destinati alla terapia di drenaggio.
La tecnica di drenaggio in omeopatia utilizzava all' inizio diluizioni di tintura madre a basso contenuto di principi attivi, che agivano solo ad un certo livello: reni, fegato, pelle, ecc. Gli estratti gemmoterapici, da tropismo ben definito, dimostrato sia in vitro che in vivo, e di diluizione decimale, sembravano un metodo più moderno ed estremamente efficace di drenaggio.
Quando la malattia non ha superato un certo livello di sviluppo, questo drenaggio poteva essere sufficiente per la guarigione. I primi che hanno sostenuto questa tecnica in omeopatia sono stati il medico svizzero Nebel e i medici francesi Vannier e Roy.
Dal momento che i preparati gemmoterapici moderni hanno dimostrato in modo inequivocabile le proprietà terapeutiche, gli specialisti in omeopatia hanno cercato di accreditare l'idea che la gemmoterapia sarebbe "un ponte tra allopatia e omeopatia", portando i seguenti argomenti:
1. La gemmoterapia si avvicina alla medicina allopatica per mezzo della prescrizione clinica della droga, al fine di curare i sintomi clinici e di normalizzare i parametri biologici in basi all'organotropismo specifico di ciascun estratto gemmoterapico.
2. La gemmoterapia si avvicina all' omeopatia in base al titolo di preparazione: la diluizione decimale (1DH) che darebbe al prodotto la proprietà di regolare il potenziale energetico del sistema reticoloendoteliale. A questo modo, si stanno iniziando alcune reazioni che portano alla liberazione delle cellule di tossine (disintossicazione cellulare), producendo il cosiddetto drenaggio, in modo che le cellule danneggiate potrebberano recuperare la loro struttura e funzionalità.
3. Tramite la procedura di dinamismo, caratteristica nella produzione dei rimedi omeopatici, le qualità curative delle sostanze medicinali si stanno attivando e mettendo in pista le loro forze latenti. (Questo esempio potrebbe essere perfettamente vero anche per la pastorizzazione del latte, che porta alla distruzione dei batteri lattici, che a loro volta, possedavano prima del trattamento termico un "energia vitale").
Vediamo ora come spiegano i seguaci dell'omeopatia questa interessantissima esperienza di Vogel:
C'è una differenza essenziale tra i due semi, distinzione che non è dovuta né alla materia né all'organizzazione della materia...(corsivo mio: ...mentre io ho imparato che la dormienza dei semi è l'arresto della crescita non dipende sempre da alcuni fattori esterni ma anche da fattori inibenti interni al seme...chissà, forse mi sto sbagliando!)... l'uno contiene un' invisibile, "energia vitale", mentre l'altro non lo ha, essendo distrutta dalla bollitura. L'energia vitale è indispensabile e paragonabile all' elettricità che passando attraverso un filo di rame riesce a spingere alla massima velocità un treno sulla ferrovia. Ed è invisibile. Tuttavia, l'energia vitale è infinitamente più complicata della energia elettrica. È costituita da una serie di vibrazioni sottili che non possono essere misurate o registrate. Si trova nel seme in forma di potenziale latente, manifestandosi in determinate condizioni e rimanendo inattiva se le circostanze che li permettono di manifestarsi non saranno mai raggiunte.
Dal modo in cui ho presentato questi argomenti, precisamente avete capito: non sono affatto una fan della omeopatia come metodo di cura e neanche dei cosi detti "Fiori di Bach" , visto che Bach morì molto giovane, direi che il suo metodo di cura non si mostrò molto efficiente.
A mio parere, l'omeopatia può essere praticata al massimo come metodo preventivo. Utilizzare diluizioni centesimali di principi terapeutici è, secondo me, acqua chiara, e se si tratti delle sostanze tossiche, possiamo parlare di mitridatismo!
Anche se ci sono molti specialisti in omeopatia e un gran numero di pazienti convinti (una convinzione molto sbagliata), che l'omeopatia è un metodo "lieve" di cura, almeno finora, la maggior parte degli esperimenti in vitro e in vivo non hanno confermato l'efficacia curativa dei troppo diluiti e "dinamizzati" medicinali omeopatici.
Il tentativo degli omeopati di impossessarsi della gemmoterapia e anche di indurre l'idea di "ponte" tra medicina allopatica e omeopatia non è per niente disinteressato perché la gemoterapia moderna, RAMO DELLA FITOTERAPIA, si è mostrata davvero rivoluzionaria.
Grazie alle moderne tecnologie di produzione che riescono a proteggere e conservare tutte le proprietà curative delle piante vive, alle concentrazioni di principi fitoterapici attentamente calcolati e non per l'ultimo, alla recente modalità di imballaggio a monodosi, facili da gestire, i prodotti gemmoterapici, attuali hanno dimostrato la loro efficacia curativa sia in vitro che in vivo e sono diventati stelle della terapia, raccomandati a seconda della natura e della gravità della malattia, in cura singola o associati ad altri metodi di cura naturali e allopatici. L'efficacia di tali prodotti curativi crea automaticamente prestigio anche al specialista che le hanno prescritto!
In quanto ai termini "tintura madre" o "diluizione decimale", non dimenticare che non siano il privilegio della omeopatia, ma della farmacologia: come ben sapete, ogni tintura viene preparata come tintura-madre, cioè sciogliendo una certa sostanza in alcool di 90 volumi, diventi assolutamente necessare la diluizione decimale (aggiungendo acqua o acqua e glicerina) per ogni preparato destinato alla somministrazione interna. In caso contrario, si parla di intossicazione alcolica o ubriachezza, non di cura di una malattia!
Per quanto riguarda la cosiddetta "dinamizzazione" (stimolazione, agitazione, sbalzo o come volete dire), beh, questo processo non si sta applicando a nessuna delle fasi di preparazione dei gemmoderivati.
Di bioenergia, i suoi modi possibili di azione o effetti, ritengo che la biofisica moderne sarebbe più competente nel fornire spiegazioni scientifiche.
E allora? Dove si vede " il ponte" ?

 


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