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Gemmoderivati


Perché sono stati utilizzati fin dai tempi antichi, molti crederanno forse che i prodotti a base di erbe, si possono usare senza nessuna prescrizione conformemente al principio " se non faranno alcun bene, certamente non faranno del male", In realtà, per utilizzare o raccomandare tali prodotti, gli specialisti dovrebbero essere ben informati sulle normative nazionali ed europee che disciplinano tutti gli aspetti della produzione e di controllo della qualità dei prodotti naturali. Negli ultimi anni, il problema di classificazione dei prodotti vegetali in classe di farmaci o alimenti è diventato un soggetto di forte interesse in molti paesi europei. Ci sono alcune piante di qui si possono ottenere prodotti considerati farmaci e altre piante di qui si possono ottenere gli integratori. Qualunque sia la classe di appartenenza, tutti i prodotti vegetali devono essere fabbricati e provati secondo le regole ben determinate. Come illustrato nel capitolo introduttivo, la gemmoterapia come pratica terapeutica non è una novità. La novità consiste solo nel principio di stabilità dei componenti bioattivi presenti nel estratto glicerino-alcolico in alte concentrazioni, che permette la conservabilità del prodotto e il restauro di attività biologica e rilascio di principi attivi dopo diluizione. Per preparare gli estratti gemmoterapici, le specifiche parti giovane delle piante, nella fase di sviluppo ottimale, vengono raccolte dal loro habitat naturale, incontaminato. Ci sono alcune regole generali che si applicano nella collezione: in generale, le radici vengono raccolti in primavera, i germogli, prima che spuntano, i boccioli di fiori, prima di apertura, i ramicelli (virgulti), molto giovani, prima di lignificarsi, ecc. Il controllo del periodo ottimale di raccolta è molto importante perché nell'ultimo stadio dello sviluppo, le parti giovane non contengono più tutti i principi attivi contenuti all' inizio dello sviluppo. Le modalità di coltivazione e raccolta di piante medicinali è disciplinata a livello europeo e nazionale dalle norme di buona pratica agricola o regolamento di buone pratiche di raccolta (per la flora spontanea). Secondo le normative, le piante o le parti delle piante raccolte devono essere accuratamente controllate e identificate per eliminare qualsiasi confusione botanica con specie o parti di piante diversi. Questa verifica richiede una vasta conoscenza botanica, poiché in alcuni casi, nello stesso habitat, coesistono specie di piante appartenente alla stessa famiglia ma con proprietà diverse: ad esempio, L'Equisetum arvense (Equiseto dei campi) con proprietà terapeutiche ed Equisetum palustre (Coda cavallina), una specie tossica. L'identificazione botanica è possibile in base agli determinatori botanici delle specie e alle descrizioni incluse nelle vari farmacopee in vigore (le farmacopee nazionale ed europeo), che rappresentano lo standard per il controllo della qualità delle piante medicinali. Di più, ogni varietà di specie vegetale ha una sua specifica composizione, cioè uno specifico contenuto di principi attivi, identificabili attraverso diversi metodi cromatografici, specialmente mediante la cromatografia su strato sottile. La cromatografia su strato sottile è un metodo analitico di separazione e identificazione dei composti. Mediante la separazione cromatografica, otteniamo l'impronta specifica di ogni pianta, simile all'impronta digitale umane. Questo metodo analitico è ufficializzato nelle tutte le farmacopee in vigore, anche in Europa, ed è considerato come principale parametro di identificazione per i prodotti a base di erbe. L'elaborazione ed estrazione dei principi attivi dalle parti giovane è tenuto ad effettuarsi immediatamente dopo la raccolta. Se il sito di raccolta si trova lontano dagli stabilimenti di trasformazione, la raccolta è conservata al freddo o in una miscela di solvente, fino a raggiungere alla destinazione. E' molto importante che la trasformazione sia immediata perché consente un 'estrazione completa e non consente lo sviluppo di processi enzimatici che potrebbero danneggiare alcuni componenti. I lavori di trasformazione si devono fare da personale addestrato, in condizioni igieniche e mediante un processo tecnologico ben definito e validato, per garantire la ripetibilità e riproducibilità della qualità dei prodotti ottenuti. Il materiale vegetale fresco viene messo a macerare in alcool a 90 gradi per 4-5 giorni: nella fase iniziale, risulta la cosiddetta tintura madre (termine usato in omeopatia, ma anche in chimica e farmacologia). Dopo questa fase, aggiungere una miscela di acqua e glicerina 1:1, in modo che il prodotto finale ne avrà un peso finale 20 volte superiore rispetto la materia prima calcolata come campione secco; il rapporto droga / solvente deve essere 1 : 20​​, riferito al peso secco del tessuto meristematico. La macerazione continua per altre tre settimane, seguite da processi di sedimentazione e filtrazione. L'ultimo passo della produzione è la diluizione dei macerati glicerino-alcolici alla prima diluizione decimale - 1:10 (1DH). solitamente utilizzata. Le diluizioni 3DH e 6DH sono raramente utilizzate, per alcuni estratti potenzialmente tossici. Le diluizioni centesimali non sono utilizzati nella produzione di gemmoterapici. La soluzione finale è generalmente di 18 gradi e di densità 1:1; Comunemente viene conservata in flaconi di vetro di colore scuro ed è valida per 5 anni. I flaconi in plastica non sono raccomandati perché la plastica interagisce con glicerina e influisce negativamente sulla qualità del prodotto. La Hofigal Romania, una delle più grosse fabriche di integratori e medicinali a base di piante in Europa, è riuscita a produrne un particolare imballaggio in poliestere inerto, e di condizionare i prodotti gemmoterapici a monodose di 1,5 ml la cui concentrazione di alcol di grano è del 45% . In Romania, gli estratti gemmoterapici sono considerati farmaci, e quindi, tutti i produttori esistenti sono necessariamente certificati per Good Manufacturing Practice dall'Agenzia Nazionale del Farmaco, per il flusso di produzione di gemmoderivati in estratto glicerolo-alcolico. Il monitoraggio continuo, la registrazione di tutte le fasi di lavorazione e di tutti i parametri di processo, la verifica dei parametri di qualità delle materie prime, prodotti intermedi e prodotti finiti è un obbligo legale per poter provare che il processo e la verifica è stata effettuata secondo tutti i requisiti di qualità. I prodotti finiti sono verificati in termini di identità e di purezza di specie, mediante i metodi di cromatografia su strato sottile, metodi spettrali o titrimetrici, standardizzati nelle farmacopee europee in vigore. Conformemente alle ultime direttive europee, gli estratti vegetali si devono analizzare per un certo numero di impurità: - Contenuto di metanolo e isopropanolo - mediante gascromatografia; - Contenuto dei pesticidi - mediante gascromatografia; - Contenuto di metalli pesanti - mediante spettrometria ad assorbimento atomico; - Contenuto di aflatossine - mediante cromatografia liquida ad alte prestazioni (HPCL-high performance liquid chromatography). La concentrazione di principi attivi è un altro parametro di qualità obbligatorio e viene determinata mediante i diversi metodi cromatografici e / o spettrale. Al giorno d'oggi, la cromatografia liquida ad alte prestazioni (HPLC) ha un ruolo sempre più importante nel determinare non solo le classe di principi attivi nelle vegetale, ma anche di singole sostanze esistente nella composizione delle piante. Nei laboratori di controllo dalle fabbriche produttrice di gemmoterapici è attribuita grande importanza allo sviluppo di metodi di analisi per i prodotti che non possiedano una descrizione monografica nella Farmacopea, come ad esempio,i macerati glicero-alcolici . Per oltre 15 anni, sono stati studiati più di 60 macerati, allo scopo di determinare i principi attivi classici e il loro tropismo selettivo per alcuni tessuti o organi. Le analisi comprendono l'analisi del prodotto in fase solida e l'analisi cromatografica delle sostanze attive per ottenere l'impronta cromatografica specifica di ciascun gemmoderivato.
Molto importante è lo studio analitico, che evidenzia non solo le principali classi di sostanze attive caratteristiche della pianta ma anche la presenza e la concentrazione dei fattori di crescita, enzimi, ormoni vegetali, ecc, nel prodotto finito. Attualmente, la ricerca di laboratorio è focalizzata sulla concentrazione di fitormoni nelle diverse parti delle piante ed in diversi periodi di raccolta. Dei cinque principali classi di ormoni vegetali della crescita, 4 classi sono importanti in termini di effetto curativo:: - Le auxine - derivate dal triptofano, coinvolte nella sintesi di RNA e proteine, responsabili della crescita; - Le gibberelline - ruolo nell' aumentare la velocità di germinazione e di rimozione del tessuto dallo stato di latenza; - Le citochinine - ormoni che si trovano sia in flora che fauna, con struttura di tipo adenina (un componente di molti enzimi e acidi nucleici), responsabili della stimolazione della divisione cellulare, coinvolte nella sintesi di enzimi e nel stimolare la loro attività; - Acido abscissico - inibitore della crescita che si accumula in particolare negli stati di stress. Per quanto riguarda l'Italia, attualmente , i gemmoderivati sembrano essere classificati in alcuna categoria. Come affermato erborista Mariella Di Stefano (www.farmalibri.it) „la grande maggioranza dei gemmoderivati non è presente nella lista delle piante e loro parti che il ministero della Salute autorizza per la preparazione degli integratori alimentari. La lista, ricorderete, è stata aggiornata a due riprese, in aprile e in luglio di quest'anno, ed è in via di definitivo completamento. L'esclusione di questa categoria di prodotti è poco comprensibile sia sotto il profilo della sicurezza (non sono emersi finora problemi) sia perché esistono gemmoderivati in commercio regolarmente notificati al ministero, come prevede la normativa vigente. L'assenza dalla lista "positiva" di così tanti gemmoderivati (ad oggi sono inclusi non più di una decina) sarebbe da ricondurre, secondo le autorità, all'insufficiente documentazione sui loro effetti fisiologici. Poiché la legislazione italiana - con il decreto legislativo 169 del 2004 - richiede che gli integratori alimentari debbano necessariamente indicare un claim (cioè un'indicazione salutistica), comprovato, i gemmoderivati, o la maggioranza di essi, non potrebbero essere inclusi nella lista. Il ministero non esclude in via di principio una soluzione del problema, da individuare nel rispetto della legislazione in vigore, ma al momento non ha fornito delle risposte specifiche.Di recente il ministero della Salute, tramite l'Ufficio competente in materia, ha stilato una bozza di decreto, ora al vaglio della Commissione europea, che varrà come griglia di riferimento nazionale per gli integratori alimentari con ingredienti vegetali. Quando il provvedimento sarà emanato, i giochi saranno fatti: questo significa che le piante o loro parti non presenti negli elenchi allegati al decreto, dovranno seguire altre strade. E' importante, dunque, che si trovi al più presto una soluzione per i gemmoderivati, che se ne garantisca la disponibilità in futuro"

Il meccanismo di azione di gemmoderivati


Sono stati rivelati diversi tipi di azione:
Esercitano degli effetti analoghi al cortisone, chiamati effetti cortizon-like (estratti di gemme e rami di quercia, ribes, lampone, rosmarino, ecc.). Sia gibberelline che acido abscissico, hanno nella struttura l'isoprene, che è la struttura di base di cortisolo, il che spigherebbe l'esercizio di effetti anti-infiammatori specifici al cortisone. - Effetti della regolazione della secrezione insulinica - Effetti sul tessuto reticolo-istiocitario , interferano e correggono i disturbi del raporto proteico ​​(albumina-globulina). - Effetti di regolazione delle funzioni vitali nelle cellule, con un intervento sottile e delicato nel metabolismo cellulare. - Effetto stimolante sulla immunità - Azione riequilibratrice psico-mentale (estratti di tiglio, biancospino, fico d'India) Gli psicologi e neuroscienziati confermano che nello stato di gioia, felicità, contentezza, il corpo aumenta il numero di cellule di difesa, in modo che rafforza il sistema immunitario. Negli ultimi anni, la biologia moderna ha portato tutta una serie di scoperte che sfida radicalmente la nostra comprensione sul modo di funzionamento del corpo umano. Il corpo umano è una comunità di 15 mila miliardi di cellule, che vivono in armonia e lavorano insieme per il bene e l'armonia del tutto. Nella biologia classica si ritiene che i geni (bagaglio ereditato), siano coloro che controllano la biologia, ma recenti scoperte di microbiologia cellulare, in particolare il lavoro del Dr. Bruce Lipton, ha dimostrato che il controllo della biologia provenga anche dall'ambiente. L'emergenza di nuove scienze, come enzimologia, gemmoterapia, medicina vibrazionale, ecc. (che, purtroppo, non trovano posto nei programmi di istruzione delle facoltà di medicina ), rendono possibili nuovi approcci e visioni sul ruolo del nostro comportamento nei confronti di noi stessi, che possa produrre un forte impatto sul nostro sistema immunitario. Nel contesto di effetto terapeutico di gemmoderivati, la nozione di fitocomplesso è molto importante; la bioattività di questi preparati liquidi è il risultato dell' interazione di molteplici molecole bioattive liquidi che realizzano il prograamma genetico di sviluppo della pianta. Presi separatamente, i componenti possono avere azione terapeutica debole, modificata o diversa rispetto il prodotto finito. I rapporti di sinergia, di potenziamento reciproco che si stabiliscono tra principi attivi di fitocomplesso, aumentano notevolmente l' effetto terapeutico. Il fitocomplesso gemmoterapico, come entità complesso, si deve studiare, considerando le sue complementarità e sinergie: ad esempio, l'esstratto di germogli di biancospino, una pianta comunemente usata in gemmoterapie, possiede entrambe le proprietà: della frutta (azione sul muscolo cardiaco) e dei fiori (azione sulla frequenza cardiaca). L'esstrato di gemme di tiglio combina gli effetti calmanti dei fiori, alle proprietà depurative e diuretiche attribuite all' alburno, lo strato bianco e morbido che l'albero formi ogni anno, tra legno e corteccia.

 


Sottosezioni:

Gemmoterapia
Alcuni elementi morfologiciComposti gemmoterapiciDefinizione storico evoluzioneGemmoderivatiTessuti vegetali embrionali
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